Piante pericolose per cani e gatti in casa: quali sono?

Come rendere la casa uno spazio a prova di pet

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Lo sapevi che tra le piante che hai in casa alcune sono tossiche per cani e gatti? Dall’edera alle stelle di Natale: cosa devi sapere.

Lo sapevi che tra le piante che hai in casa alcune sono tossiche per cani e gatti?

Alcune piante possono costituire un pericolo invisibile tra le mura domestiche, dove un semplice tocco di verde può trasformarsi in una minaccia per la salute di cani e gatti. Può essere sorprendente, ad esempio, scoprire che l’aloe vera è tossica per i gatti, nonostante per noi umani sia una pianta dalle mille virtù. Allo stesso modo, bisogna fare attenzione, specie in estate, alla citronella perché, pur essendo un efficace repellente per le zanzare, è anch’essa tossica per i nostri pet.

D’altronde, la varietà di insidie che la natura può nascondere è vasta: si stima che siano circa 700 le piante e le erbe aromatiche potenzialmente velenose per il tuo amico a quattro zampe, con concentrazioni di sostanze tossiche tali da scatenare effetti nocivi già al primo assaggio.

Alcune possono causare reazioni lievi, come nausea e diarrea, altre scatenare anche sintomi gravi, come difficoltà respiratorie e persino la morte.

I sintomi dell’avvelenamento non sempre sono subito evidenti e spesso è difficile valutare la quantità di pianta ingerita. Indipendentemente dalla dose o dal manifestarsi dei sintomi clinici, l’ingestione di una specie potenzialmente velenosa provoca, comunque, effetti dannosi sia nei cani che nei gatti. Fa eccezione la famiglia dei gigli, che ha effetti molto più gravi sui gatti

Come posso evitare che il mio pet mangi le piante?

Ci sono alcuni fattori che possono portare il tuo amico peloso a mangiare le piante e conoscerli potrebbe aiutarti a evitare che diventi un’abitudine.

  • Trascorrere molto tempo da soli, annoiarsi, non avere stimoli oppure girovagare per casa o in cortile senza meta.
  • Non fare abbastanza esercizio.
  • Mancanza di acqua e temperature elevate, soprattutto nei mesi più caldi.
  • Trasferimento in una nuova casa;
  • Mancanza di spazio.

Tuttavia, poiché alcune piante sono tossiche per gatti e cani e anche quelle sicure potrebbero essere state trattate con pesticidi, è importante intervenire subito per correggere questo comportamento.

Ecco alcune strategie efficaci.

  • Consulta il veterinario: se il tuo pet mastica regolarmente le piante, potrebbe essere sintomo di una carenza di nutrienti nella dieta o, nel caso dei cani, di un eccessivo livello di stress o noia. Il medico potrà escludere problemi di salute e consigliarti approcci specifici1.
  • Limita l’accesso: la soluzione più semplice è la prevenzione. Posiziona le piante in stanze non accessibili o su mensole alte (attenzione però all’agilità dei gatti!). Se hai un giardino, recinta le zone con le varietà più pericolose e non lasciare il cane o il gatto senza supervisione in quell’area1.
  • Utilizza deterrenti sicuri: esistono spray dal sapore sgradevole (ma sicuri per gli animali) che scoraggiano l’assaggio. Per i gatti, funzionano bene anche i dissuasori automatici che si attivano al passaggio dell’animale, insegnandogli a evitare la zona senza stressarlo troppo1.
  • Educazione e rinforzo positivo: insegna al tuo pet il comando “no” o “lascia”. Quando l’animale si avvicina a una pianta, attira la sua attenzione con un suono (un battito di mani) o un gioco e, non appena si allontana, premialo con un bocconcino o una carezza. Il rinforzo positivo è molto più efficace del rimprovero, specialmente con i cani1.
  • Fornisci alternative valide: spesso gli animali masticano per noia o istinto. Assicurati che abbiano sempre a disposizione giocattoli adatti: ossi di gomma o corde per i cani, giochi masticabili o l’erba gatta specifica per i felini. Offrire un’alternativa più divertente (e saporita) renderà le tue piante molto meno interessanti1.
Cosa devo fare se sospetto che il mio gatto o cane abbia ingerito una pianta potenzialmente velenosa?

Se sospetti che il tuo pet abbia ingerito qualcosa di tossico (pianta o altro), contatta immediatamente il tuo veterinario.

Se sai qual è la pianta ingerita dal tuo pet, prendi un campione o scatta una foto per mostrarla al tuo veterinario. Ciò lo aiuterà a individuare il trattamento più appropriato per il tuo amico a quattro zampe.

A quali sintomi dovrei prestare attenzione?

Esiste una varietà molto ampia di piante che, se ingerite, sono tossiche per cani e gatti. Per entrambi, il consumo di qualsiasi materiale vegetale può essere all’origine di vomito e disturbi gastrointestinali.

Se hai dei dubbi su una pianta, puoi rivolgerti al tuo veterinario o al centro di assistenza tossicologica veterinaria locale. I sintomi delle reazioni tossiche sono vari e molti pet ne presentano più di uno. Sono da tenere d’occhio2:

  • vomito;
  • diarrea;
  • salivazione eccessiva;
  • riduzione dell’appetito;
  • dolore alla cavità orale (riscontrabile se l’animale si tocca il muso con la zampa);
  • disturbo addominale;
  • irritazione cutanea;
  • tremori, scuotimento della testa;
  • calo della pressione sanguigna, difficoltà respiratoria;
  • letargia;
  • gonfiore di bocca, labbra o lingua;
  • difficoltà di deglutizione.
Piante e animali domestici: attenzione al tasso di tossicità

Identificare i sintomi è importante, ma lo è altrettanto comprendere che la gravità della reazione dipende dal livello di pericolosità della pianta coinvolta.

Come accennato in precedenza, ne esistono oltre 700 potenzialmente tossiche per i nostri amati amici a quattro zampe e la loro tossicità può essere suddivisa in quattro classi principali3.

  • Classe 1 (grave): varietà che, se ingerite, possono arrecare danni organici irreparabili all’animale e causarne la morte.
  • Classe 2 (minore): specie che, in caso di ingestione, provocano solitamente episodi di vomito o forti scariche diarroiche.
  • Classe 3 (ossalati): piante contenenti linfa con cristalli di ossalato. Possono irritare pelle, bocca e gola, causando gonfiore, dolore, disturbi di stomaco e difficoltà respiratorie.
  • Classe 4 (dermatite): varietà che causano eruzioni cutanee e infiammazioni locali in caso di contatto diretto con la linfa o le spine.

Ci sono, dunque, piante meno pericolose, mentre altre possono esporre i nostri piccoli amici a seri rischi. Per esempio, non tutti sanno che la stella di natale è tossica per gatti e cani e, se masticata accidentalmente durante le feste, può causare malesseri diffusi a stomaco e bocca4,5.

Altre piante, come l’edera, hanno un tasso di tossicità basso4 (ma possono comunque causare salivazione eccessiva, vomito, disturbi addominali e diarrea)6, mentre altre ancora, come i gigli, sono estremamente pericolose soprattutto per i gatti che sono sensibili a tutte le varietà della specie. L’avvelenamento può portare a insufficienza renale acuta ed essere causato dall’ingestione anche solo di una piccola quantità di materiale vegetale, di petali o persino di polline (presente nell’acqua di un vaso)7.

L’oleandro è un’altra pianta potenzialmente molto pericolosa sia per cani che per gatti. L’ingestione può provocare battito cardiaco irregolare, salivazione eccessiva e vomito nonché tremori e convulsioni8. La migliore protezione è la prevenzione: puoi trovare elenchi specifici di piante tossiche per gatti e cani sul sito Web del tuo centro di assistenza tossicologica veterinaria locale o puoi semplicemente chiedere informazioni al tuo veterinario!

Piante tossiche per cani e gatti

Nonostante il loro aspetto decorativo, molte piante che ospitiamo in casa, in giardino o sul balcone richiedono cautela. La lavanda, per esempio, è bellissima ed elegante, ma sfortunatamente è tossica per i gatti e i cani e può causare malesseri se masticata con insistenza4,9.

Ecco, allora, un elenco delle specie più comuni a cui prestare attenzione.

  • Stella di natale: conosciuta botanicamente come Euphorbia pulcherrima o Poinsettia, è il simbolo indiscusso delle feste. Questa iconica pianta del Natale nasconde una curiosità: quelli che comunemente scambiamo per petali rossi sono in realtà brattee, ovvero foglie che cambiano colore per guidare gli insetti verso i fiori veri e propri, che sono invece quei piccoli elementi giallo-verdi al centro della corona10.La stella di natale è mediamente tossica per i cani e i gatti e può causare vomito, sbavamento o, raramente, diarrea. Se la linfa lattiginosa viene a contatto con la pelle, può invece insorgere un’irritazione cutanea4,5,11.
  • Lavanda: impossibile non riconoscerla per il suo profumo inebriante e le caratteristiche spighe dalle sfumature lilla e violetto che raggiungono il massimo splendore nei mesi estivi. La lavanda è senza dubbio una delle aromatiche più apprezzate per decorare giardini e balconi, ma è anche mediamente tossica per i cani e non risparmia neppure i gatti quando ingerita in significative quantità4,12,13.
  • Citronella: meglio nota come Lemongrass, questa erbacea perenne è celebre per la sua intensa fragranza agrumata. Si sviluppa in folti cespugli composti da foglie lunghe e sottili che ricadono elegantemente verso l’esterno, partendo da una base densa e compatta. La sua fioritura, invece, è un evento piuttosto insolito14.La citronella è tossica per cani e gatti e può provocare problemi di stomaco4,15.
  • Sansevieria: nota con il nome di “Lingua di suocera” per via delle foglie lunghe e appuntite, questa pianta perenne appartiene alla famiglia delle succulente. È la scelta ideale per chi cerca una specie sempreverde da interno, poiché cresce rigogliosa anche negli ambienti domestici con poche cure16. La sansevieria è considerata mediamente tossica per i cani e i gatti perché contiene saponine che possono provocare nausea, vomito e diarrea4,8.
  • Alloro: pianta perenne della famiglia delle Lauraceae, l’alloro si distingue per il suo fogliame persistente e profumato. Oltre a essere un pilastro della cucina mediterranea per insaporire pietanze e preparare bevande calde o infusi, è apprezzato anche per le sue proprietà in ambito cosmetico17. L’alloro è tossico per i cani e i gatti e può causare vomito, diarrea, debolezza e insufficienza cardiaca4,18.
  • Aloe: pianta succulenta che non passa inosservata, l’aloe può raggiungere dimensioni ragguardevoli, sviluppando una base di oltre un metro. Sebbene sia famosa in tutto il mondo per i benefici del suo estratto, impiegato in cosmetica come efficace lenitivo e antinfiammatorio, le sue foglie carnose e i fiori gialli la rendono anche una bellissima varietà ornamentale19. L’aloe è moderatamente-mediamente tossica per i cani e i gatti e può provocare disturbi gastrointestinali, letargia e alterazioni del colore delle urine4,8.
  • Begonia: proveniente dai climi caldi dell’Asia e del Sud America, la begonia è celebre per la bellezza dei suoi fiori multiformi. Le sue infiorescenze possono assumere tinte bianche, rosa o porpora, regalando spesso spettacolari venature e screziature rosse che le rendono uniche nel loro genere20. La begonia è leggermente tossica per cani e gatti e può provocare eccessiva salivazione, vomito e difficoltà a deglutire4,21.
  • Monstera: nota anche come “pianta del pane americana”, questa specie è celebre per le sue grandi foglie ovali. La loro particolarità risiede nel lembo fogliare, che appare naturalmente bucherellato e diviso, creando un gioco di forme irregolari che attira subito lo sguardo22. La monstera è moderatamente tossica per gatti e cani perché contiene cristalli insolubili di ossalato di calcio in grado di scatenare dolore orale, salivazione eccessiva e difficoltà di deglutizione8.
  • Azalea: nota per i suoi caratteristici fiori a imbuto che sbocciano a gruppi in primavera, l’azalea offre una varietà cromatica che include bianco, rosa, rosso e viola. Il suo fogliame verde scuro, tipicamente ovale o lanceolato e talvolta leggermente peloso, può essere persistente o cadere in inverno a seconda della varietà botanica. Nonostante la sua delicatezza estetica, è una pianta che richiede attenzione in presenza di animali domestici23. L’azalea è molto tossica per gatti e cani perché contiene sostanze che alterano la funzione cardiaca e nervosa4,8. Anche piccolissime quantità possono scatenare vomito grave, salivazione eccessiva, debolezza muscolare e complicazioni cardiache8.
  • Ciclamino: celebre per le circa 20 specie, si riconosce immediatamente per i fiori dai petali eretti e la “testa” rivolta verso il terreno. La gamma cromatica è vastissima, dal rosa intenso al bianco, e spesso include petali con bordature a contrasto o increspature. Le foglie, cuoriformi e robuste, sono impreziosite da motivi ornamentali argentei che lo rendono splendido anche quando non è in piena fioritura24.Il ciclamino è tossico per gatti e caniperché contiene saponine irritanti in grado di causare salivazione eccessiva, vomito e diarrea. In caso di ingestione di grandi quantità, possono anche insorgere problemi cardiaci, convulsioni e persino la morte4,25.
  • Geranio: conosciuto per la sua resistenza e i tipici steli pelosi e verticali, il geranio può svilupparsi fino a 1,5 metri. È caratterizzato da un fogliame verde e vellutato collegato al fusto da lunghi piccioli. I fiori, che variano dal bianco al rosa, sbocciano uniti in grappoli circolari, creando le classiche “ombrelle” colorate che siamo abituati ad ammirare per tutta l’estate26. Il geranio è lievemente tossico per gatti e cani perché contiene sostanze in grado di irritare la cute e gli occhi dell’animale, ma può anche arrecare danni al fegato4,27.
  • Anthurium: una pianta tropicale estremamente decorativa che si distingue per le sue infiorescenze avvolte da foglie dai colori brillanti, dal classico rosso fuoco fino al rosa delicato e al bianco candido. Membro delle Aracee, l’Anthurium mantiene un fogliame quasi perenne che si sostituisce con facilità, garantendo una macchia di colore costante per tutto l’anno28. L’anthurium è tossico per gatti​ e cani perché contiene gli ossalati di calcio insolubili che, se ingeriti, possono causare irritazione e edema della bocca, salivazione eccessiva, vomito e difficoltà di deglutizione4,29.
  • Calla: pianta perenne che affonda le sue radici in rizomi simili a tuberi, tipica del clima sudafricano. La sua particolarità risiede nelle ampie spate che sbocciano in primavera ed estate: bianche e lucenti nella versione classica, o declinate in sfumature vivaci nelle selezioni più moderne. È un’essenza che unisce la resistenza dei rizomi a una bellezza floreale senza tempo30. La calla è tossica per il gatto, ma anche per il cane4. La pianta contiene, infatti, cristalli di ossalato di calcio in grado di arrecare danni ai tessuti e irritare la bocca e il tratto gastrointestinale31.
  • Eucalipto: caratterizzato da un tronco dritto e slanciato, questo albero sempreverde possiede un fogliame duale: foglie giovani argentee prive di gambo e foglie adulte picciolate, più scure e robuste. Invece dei classici petali, i suoi fiori sono protetti da una calotta che cade al momento della fioritura, permettendo la fuoriuscita degli stami32. L’eucalipto è tossico per gatti e cani4. L’ingestione di piccole quantità, pari a poche foglie della pianta o all’olio di eucalipto a bassa concentrazione, provoca lievi disturbi gastrointestinali, mentre l’olio altamente concentrato può causare sintomi gravi quali convulsioni, tremori e, raramente, danno renale acuto33.
  • Edera: pianta da fusto rampicante o strisciante con foglie striate di bianco e numero variabile di lobi. Fiorisce in estate o primavera quando sbocciano piccoli fiorellini giallo-verdi34. L’edera è lievemente tossica per cani e gatti e può provocare scialorrea, vomito, disturbi addominali e diarrea4,6.
  • Giglio: pianta bulbosa dalla gradevole profumazione e diversi colori. In natura, può sfiorare anche gli 80 cm d’altezza, ma sfortunatamente la sua vita in appartamento è destinata a non durare a lungo. Fiorisce nella stagione calda per andare poi in una sorta di “letargo” durante l’inverno35. Il giglio è tossico per i cani, ma i danni maggiori li può arrecare al gatto7,36.
  • Oleandro: è una delle piante più belle, ma è molto pericolosa perché ogni sua parte è tossica e in grado di arrecare danni a persone e animali37. L’oleandro è severamente tossico e potenzialmente letale per cani e gatti e può provocare battito cardiaco irregolare e aritmia, scialorrea e vomito nonché tremori e convulsioni 4,8.
Piante e fiori non tossici per cani e gatti

Fortunatamente, rendere la casa accogliente non significa rinunciare al verde. Esistono infatti moltissime varietà di piante che possono essere coltivate in totale sicurezza. Il basilico non è, per esempio, tossico per i gatti e i cani e, come questa, molte altre specie comuni sono assolutamente amiche dei nostri pet4.

Ecco le opzioni più sicure per decorare i tuoi spazi con piante e fiori non tossici per gatti e cani.

  • Calendula: originaria dell’Egitto ma ampiamente diffusa nei paesaggi mediterranei e collinari d’Italia, questa pianta si distingue per uno stelo eretto che può toccare gli 80 cm. I suoi fiori, caratterizzati da petali lucenti che spaziano dal giallo all’arancio vibrante, sbocciano tra la primavera e l’estate, rendendola una delle varietà più amate sia per l’estetica che per le sue note proprietà38. La calendula non è tossica per cani e neppure i gatti4.
  • Basilico: pianta aromatica perenne che raggiunge circa i 50 cm di altezza grazie a uno stelo che si ramifica verso la cima. Le sue foglie ovali, oltre a rappresentare il cuore del pesto e di innumerevoli ricette, nascondono un lato terapeutico: se trasformate in decotto, sono un eccellente alleato contro l’alitosi39. Il basilico non è tossico per i cani e neppure per i gatti4.
  • Bouganville: pianta rampicante dall’anima legnosa, nota per la tendenza a svilupparsi in altezza sfruttando sostegni naturali o artificiali. La sua particolarità risiede nelle brattee dai colori intensi, capaci di regalare fioriture scenografiche specialmente quando la pianta viene coltivata in prossimità di muri, ricalcando il comportamento che ha in natura come specie epifita40. La bouganville non è da considerarsi tossica per i cani e i gatti, anche se può causare disturbi gastrointestinali, irritazioni cutanee, orali e alla gola, nonché lesioni dovute alle spine41.
  • Camelia: raffinato arbusto ornamentale, affonda le sue radici nelle terre dell’Asia. È apprezzato per il contrasto cromatico tra il fogliame persistente, caratterizzato da foglie lucide, robuste e delicatamente seghettate ai bordi, e le sue infiorescenze maestose. I fiori, che possono presentarsi in forme semplici o più elaborate come quelle doppie, sfoggiano una tavolozza di colori che spazia dal bianco purissimo al rosa, fino a raggiungere le tonalità più profonde del rosso42. La camelia non è tossica per i cani e neppure per i gatti4.
  • Rose: con oltre 2.000 specie all’attivo, la rosa è uno degli arbusti più amati e complessi del regno vegetale. La sua struttura è caratterizzata da steli verticali e spinosi che sostengono foglie scure e dentellate. Caratterizzati da una disposizione a corimbo, i fiori mostrano una grande varietà di forme e volumi della corolla, influenzati direttamente dai processi di selezione e ibridazione della specie43. Grazie ai numerosi incroci, oggi è possibile ammirarla in una gamma di colori vastissima, inclusi i toni del giallo, del viola-blu e del rosso acceso. Le rose non sono tossiche per i gatti e neanche per i cani4.
  • Orchidea: tra le innumerevoli varietà, la Phalaenopsis, affettuosamente chiamata “Orchidea Falena”, è la più amata per la sua straordinaria capacità di rifiorire tutto l’anno. Si distingue per le graziose infiorescenze che sostengono fiori di grandi dimensioni, offrendo uno spettacolo cromatico che spazia dal bianco più candido a vivaci motivi maculati, noti come “arlecchino”. La sua popolarità è dovuta non solo alla bellezza, ma anche alla sua sorprendente facilità di adattamento alla vita domestica44. Questo tipo di orchidea non è tossica per gatti e cani4.
  • Mimosa: arbusto sempreverde, membro della famiglia delle Fabaceae, è il simbolo indiscusso dell’inizio della primavera. Il suo fogliame è estremamente particolare: le foglie bipennate, formate da minuscole e soffici foglioline, mostrano una sensibilità unica chiudendosi durante la notte o quando il tempo si fa inclemente. Tra gennaio e marzo, la pianta si copre di una nuvola di fiori gialli e intensamente profumati, a cui seguono piccoli frutti scuri che ricordano nella forma dei baccelli di legumi45. La mimosa non è tossica per i gatti e i cani perché priva di sostanze che possono causare avvelenamento o reazioni gravi negli animali46.

FONTI

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